Vaccino anti HPV riduce gli eventi dovuti all’infezione virale

Prime evidenze di efficacia clinica in donne adulte con patologie correlate al virus

Il vaccino contro l’HPV in donne che avevano già avuto un episodio clinico correlato all’infezione con il virus si è dimostrato in grado di ridurre il rischio di ulteriori manifestazioni dovute alla presenza del patogeno. E’ la prima volta che si evidenzia questo tipo di azione del vaccino quadrivalente e il grado di protezione conferita dal trattamento lascia bene sperare.
Lo studio (BMJ 2012; 344:e1401) ha preso in esame retrospettivamente due trial internazionali controllati con 17.622 pazienti di età 15-26 anni randomizzate al vaccino o al placebo. Le dosi di vaccino somministrate sono state tre (t+1g, +2 mesi, +6 mesi) mentre il gruppo di donne incluso nello studio (n=2054) riguardava le pazienti con diagnosi o intervento chirurgico per patologie cervicali, vaginali o vulvari, anche di natura neoplastica correlate all’HPV. Gli eventi clinici successivi sono stati rilevati a partire dal 60° giorno, con un follow up medio di 4 anni.
La protezione conferita dalla vaccinazione nei confronti di qualunque manifestazione correlata all’infezione nelle donne che erano state sottoposte a intervento chirurgico a livello cervicale era del 46%, mentre il valore saliva ulteriormente quando si consideravano le patologie cervicali di grave entità (65%). Nelle donne con diagnosi di condilomi genitali, neoplasia intraepiteliale vulvare o vaginale, l’incidenza di qualunque evento correlato all’infezione si riduceva del 35% grazie alla vaccinazione, un valore sostenuto dalla forte diminuzione (-63%) dei condilomi.
Altri dati emergono dallo studio: la protezione esercitata dal vaccino non si è limitata ai ceppi virali inclusi nella preparazione farmaceutica (HPV 6, 11, 16, 18), ma si è estesa anche ad altri ceppi che determinano la comparsa di patologie a livello genitale.
Questi i dati. Vale la pena riportare alcuni commenti degli autori del lavoro. In primis: lo studio dimostra per la prima volta che l’efficacia del vaccino non si limita al target primario, costituito da bambine che non hanno ancora avuto rapporti sessuali, ma si estende anche a donne adulte che hanno sviluppato patologie causate dall’HPV. Secondariamente, i dati non autorizzano a estendere tout-court tale protezione a donne vaccinate dopo la diagnosi di tali patologie. Per fare questo, bisogna attendere ulteriori dati sperimentali o derivanti dalla popolazione vaccinata nel real world.

Milano, 6 aprile 2012