PET-CT, bene nei pazienti con tumore testa-collo dopo chemioradioterapia


Però falsi positivi ancora troppo elevati: esame “double face”?

Notizie incoraggianti per i pazienti con tumore testa-collo dal Multidisciplinary Head and Neck Cancer Symposium 2012 tenuto a Phoenix (Stati Uniti). Uno studio condotto da Y. Rudha e coll, e presentato come poster al convegno statunitense, mostra come l’impiego di PET-CT sia in grado di identificare i pazienti con tumore testa-collo liberi da malattia dopo trattamento chemioradiante e da non avviare, quindi, in tempi successivi, alla terapia chirurgica, pratica comune in questo tipo di situazione clinica. Risultati negativi alla PET-CT sembrano, infatti, predittivi di assenza di ricorrenze locoregionali sulla base delle osservazioni condotte retrospettivamente su 234 pazienti oncologici trattati nel periodo 2006-2010. Di questi, 45 soggetti negativi all’imaging non sono mai andati incontro a recidive e continuano a rimanere liberi da malattia fino all’ultimo controllo, tanto che gli autori del lavoro ipotizzano l’utilità di un impiego routinario di PET-CT nei pazienti con la neoplasia, dopo adeguato trattamento chemioradiante. In questo modo si eviterebbero inutili interventi chirurgici, con notevoli vantaggi non solo per i pazienti ma anche per le strutture sanitarie.

Se i dati di negatività alla PET-CT sembrano a tutti gli effetti consistenti e supportano la possibilità che questo tipo di indagine possa assumere un ruolo di supporto nella pratica clinica quotidiana, lo stesso non si può dire dei dati positivi allo stesso tipo di indagine. Sette dei 15 pazienti con anormalità riscontrate all’esame, hanno avuto successivamente, risultati negativi alla biopsia. La percentuale di falsi positivi ha raggiunto, perciò, nello studio, quota 46%. Questo implica che circa una metà dei pazienti positivi sono in realtà in fase di remissione e vengono sottoposti a indagini invasive che altrimenti non sarebbero state eseguite. Nonostante l’alto livello dei falsi positivi, tuttavia, l’impiego della PET-CT favorisce l’identificazione delle recidive prima che queste diventino clinicamente rilevabili. Anche questo non è un dato da trascurare. Nel complesso, l’applicazione della PET-CT ai tumori di testa-collo sembra avere un’utilità pratica di notevole rilievo, va tuttavia sottolineato come i risultati siano di tipo preliminare, essendo comparsi come poster al congresso e non ancora sottoposti al vaglio di revisori di riviste peer-reviewed.

1 febbraio 2012