Nuovo metodo di calcolo della prognosi nel mRCC con terapie anti VEGF

Dati di sopravvivenza più accurati se basati su durata del trattamento

L’efficacia delle terapie per il carcinoma renale potrà essere valutata con maggior precisione grazie a un nuovo metodo. In un periodo di spending rewiew questo potrebbe essere un aiuto al budget.
Si tratta del “conditional survival”(CS), pubblicato recentemente su The Lancet Oncology (doi:10.1016/S1470-2045(12)70285-1) che consente di fare previsioni di sopravvivenza più accurate per i pazienti con ca renale metastatico trattati con terapie di primo livello anti VEGF, basandosi sul tempo trascorso dall’inizio della terapia. Con questo approccio, si riesce a migliorare la valutazione della prognosi: per es. in pazienti sopravviventi dopo 18 mesi dall’inizio della terapia, il CS a 2 anni passava dal 44% al 51%.
La ricerca coordinata da Toni K. Choueiri (Kidney Cancer Center, Dana-Farber Cancer Institute/Brigham, Women’s Hospital e Harvard Medical School, Boston) ha utilizzato i dati dell’ mRCC Database Consortium, prendendo in considerazione tutti i record istologici, il performance status e i gruppi di rischio prognostico di oltre 1.600 pazienti, trattati con targeted therapies anti VEGF. L’endpoint primario della ricerca era il CS a 2 anni, ovvero la possibilità di sopravvivenza per 2 ulteriori anni calcolato in qualunque momento a partire dall’inizio della terapia, mentre tra gli end-point secondari, vi erano il CS a 1 e 3 anni stratificando i pazienti secondo i criteri di Heng e secondo il performance score di Karnofsky e il conditional survival basato sulla durata della terapia.
I dati ottenuti con il nuovo metodo hanno consentito di verificare come, con un follow up dei soggetti sopravviventi di circa 20 mesi, al tempo zero rispetto all’inizio del trattamento il CS era del 44%, mentre dopo 18 mesi saliva al 51%. Con questo approccio innovativo, i vantaggi riguardano soprattutto i pazienti con prognosi più sfavorevole: se dopo stratificazione con il metodo di Heng all’inizio della terapia, il CS passava dall’11% al t0, al 33% a 18 mesi, considerando il tempo in cui era cominciata la terapia anti VEGF (0-18 mesi) questi valori passavano dall’11% (t0) al 73% (18 mesi). Con il nuovo metodo, gli incrementi del CS a 2 anni per gli altri gruppi erano meno marcati: gruppo a prognosi più favorevole (da 74 % a 90%), gruppo a prognosi intermedia (da 49% a 57%).

Milano, 19 settembre 2012