Non tutti i pazienti sono uguali di fronte alla geografia

Permangono, e sono sempre evidenti, le disparità di accesso ai farmaci per i malati delle diverse aree geografiche. Lo hanno messo in risalto ancora una volta due studi presentati al congresso ESMO di Madrid poche settimane fa.

Il primo, condotto dagli oncologi del Sunnybrook Odette Cancer di Toronto, in Canada, ha valutato i tempi di approvazione di 41 nuovi farmaci oncologici da parte della FDA, dell’EMA e di Health Canada, l’omologa agenzia canadese. Sconfortanti i risultati: i tempi della FDA sono in media inferiori di 6 mesi rispetto a quelli dell’EMA e di 7,6 mesi rispetto a quelli di Health Canada.

Per esempio, l’azactidina, indicata per tumori ematologici, è stata approvata dall’EMA con 10,3 mesi di ritardo rispetto alla FDA, ed addirittura dopo 55,8 mesi da Health Canada.
Il cabazitaxel, approvato per il carcinoma prostatico al tempo record di 17 giorni, dopo la richiesta all’FDA, è stato autorizzato 11,03 e 11,63 mesi dopo rispettivamente dall’EMA e dall’agenzia canadese. Senza esprimere un giudizio di merito sui tempi, gli autori hanno lanciato un appello affinché le agenzie regolatorie facciano uno sforzo per uniformare modalità e tempi, garantendo così ai pazienti di tutto il mondo analoghe condizioni.

Dello stesso segno è stato poi lo studio presentato dagli oncologi dell’Institut Jules Bordet di Bruxelles, che hanno valutato l’accesso al trastuzumab in 24 paesi europei, tra il 2001 e il 2013, trovando che nei 9 paesi dell’Europa orientale analizzati (contro i 14 occidentali), la quantità di farmaco acquistata era sicuramente insufficiente rispetto al numero di pazienti HER2 positive, al contrario di quanto sarebbe invece riscontrabile nei paesi più ricchi, nei quali a tutte le donne che ne avevano avuto bisogno, era stato consentito l’accesso virtuale al monoclonale.
Non è un caso che il dato coincida con l’andamento temporale e geografico dell’innalzamento della sopravvivenza di queste malate.

Chiara la conclusione: bisogna fare di più e meglio, per assicurare ad ogni paziente, ovunque viva, l’accesso inconzionato a tutte le migliori terapie disponibili.

Fonte:
ESMO 2014 Press Release: Discrepancies in Access to New Cancer Drugs Revealed