Meno tumori all’ovaio con pillola contraccettiva


Accertata la protezione e completati i dati epidemiologici sulla neoplasia

Usare la contraccezione orale per almeno 10 anni riduce quasi della metà il rischio di tumore dell’ovaio. Lo annuncia un recente lavoro apparso sul British Journal of Cancer (Tsilidis KK et al, Br J Cancer (2011) 105, 1436-1442) che non solo stabilisce l’effetto protettivo della pillola sull’ovaio, ma identifica anche alcuni fattori di rischio per questo tipo di tumore.
La ricerca si basa sui dati dell’European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition (EPIC), derivanti dall’analisi di un campione di oltre 325.000 donne. Dallo studio emerge chiaramente la riduzione del rischio di tumore all’ovaio (-45%) se l’assunzione dei contraccettivi orali si protrae per almeno 10 anni. Un altro fattore che protegge la donna da questo tipo di neoplasia è l’aver dato alla luce un figlio: 29% di rischio in meno, a cui si aggiunge un ulteriore 8% per ogni parto successivo.
Altri dati, di senso contrario, della ricerca: il rischio di tumore aumenta sensibilmente se l’età alla menopausa è elevata (>52 anni). L’età al menarca, l’età al primo parto, il numero di gravidanze non a termine e l’allattamento al seno non influiscono, invece, sulla comparsa di questo tipo di tumore.
I risultati dello studio sono incoraggianti ma, secondo gli esperti, vanno bilanciati, almeno per quanto riguarda la protezione dell’ovaio, con quelli di un maggior rischio di tumore alla mammella derivante dalla contraccezione orale. In sintesi, il quadro epidemiologico che si delinea è il seguente: per ogni 100.000 donne che hanno fatto uso della pillola per almeno 10 anni, si hanno 12 tumori ovarici in meno e 50 tumori mammari in più. Sono dati che vanno ragionati. A guadagnarci, in questo caso, sono soprattutto le donne con familiarità per il tumore ovarico. Che è una patologia insidiosa, di difficile identificazione, che manca di un test di screening.