L’importanza della razionalizzazione dei costi

Contrariamente a un’opinione molto diffusa, i pazienti oncologici non sono tanto inclini a richiedere test e trattamenti inappropriati.

Quello della razionalizzazione dei costi è uno degli argomenti più sentiti in ogni ambito della medicina, ma domina soprattutto in campo oncologico, dove le terapie hanno costi davvero importanti e dove il rischio di inappropriatezza è sempre in agguato.

Uno studio che sarà presentato al prossimo congresso dell’American Society for Clinical Oncology di Chicago, che avrà inizio il 30 maggio, e che è stato anticipato alla stampa, cerca di fare un po’ di chiarezza: se ci sono sprechi è improbabile che essi derivino dalle pressioni esercitate dai pazienti.

Gli oncologi dell’Abramson Cancer Center dell’Università della Pennsylvania hanno infatti chiesto a 26 colleghi di indicare, subito dopo una visita, eventuali prescrizioni di esami o terapie inappropriate; hanno così raccolto i dati relativi a oltre 2.000 pazienti, scoprendo che le richieste prive di fondamento erano meno dell’1 per cento.

Uno studio precedente, condotto dagli stessi autori, aveva mostrato l’altro aspetto: quello dell’opinione comune sul tema. Il risultato era stato che: l’80% delle persone (pubblico generico) intervistate, il 70% dei medici e il 69% dei pazienti, riteneva che tanto i curanti quanto le strutture dispensassero terapie e test non necessari e più del 50% degli intervistati che così facessero i malati.

Il campione rileva che la realtà è diversa e la responsabilità ricade meno del previsto sui malati. Bisogna quindi contemporaneamente lavorare per individuare le vere cause di dispersione di mezzi e personale e per diffondere informazioni corrette.

Fonte:
Gogineni K et al. Patient demand for care: How much does this contribute to inappropriate tests and treatments?