Le mammografie più avanzate non sempre garantiscono un’anticipazione della diagnosi

L’impiego delle mammografie digitali e di altri strumenti avanzati per la diagnosi precoce del carcinoma mammario nelle donne con più di 65 anni comporta un evidente aumento dei costi mentre non assicura sempre la sopravvivenza. Nelle anziane pertanto, ancora più che nelle giovani, l’impego delle tecnologie moderne dovrebbe avere una giustificazione razionale ed essere valutato di volta in volta. Questa la conclusione di uno studio pubblicato sul Journal of the National Cancer Institute nel quale gli epidemiologi e chirurghi della Yale School of Medicine hanno posto ancora una volta l’accento sul rapporto tra costi e benefici con riferimento specifico ai programmi di screening.

Gli autori hanno analizzato le mammografie eseguite nell’ambito del Medicare in donne over 65, negli anni 2001-2002 e 2008-2009, e hanno dimostrato che nel tempo l’impiego della mammografia digitale, nel campione analizzato, è aumentato in misura molto significativa, portando la spesa complessiva da 666 a 962 milioni di dollari. Queste cifre comprendono tutte le procedure di screening ma sono dovute in gran parte al fatto che una mammografia digitale costa 115 dollari, contro 73 di quella tradizionale.
Tuttavia – hanno fatto notare – il vantaggio in termini di anticipazione diagnostica non è stato dimostrato e non emerge; è quindi urgente identificare parametri che permettano di distinguere tra donne per le quali l’esame classico è sufficiente e donne per cui è indicata una mammografia digitale perché più accurata e adatta alla situazione della singola paziente.

Fonte:
news.yale.edu/2014/07/01/medicare-backed-breast-cancer-screenings-skyrocket-do-patients-benefit