La quarta rivoluzione: un new deal per una sanità più efficiente – di Livio Blasi

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La quarta rivoluzione: un new deal per una sanità più efficiente

Ormai è certo, la quarta rivoluzione industriale è già una realtà. A dare origine all’epocale cambiamento che stiamo vivendo è la tecnologia digitale, l’Intelligenza Artificiale, la Realtà Aumentata (AR), la Realtà Virtuale (VR) e la Mixed Reality. In ambito sanitario prodromica risulta la digitalizzazione, intesa come informatizzazione dei processi clinico – assistenziali, capace di favorire, migliorare e monitorare un approccio integrato alla cura del paziente e consentire, contestualmente, di misurare e valutare l’assistenza prestata. La digitalizzazione, sia a livello centrale che periferico, favorisce altresì, il miglioramento del rapporto costo – qualità dei servizi erogati, in un contesto economico che impone di limitare sprechi e inefficienza e di ridurre e azzerare diseguaglianze tra le diverse realtà territoriali. Risulta, pertanto, un obbligo utilizzare le nuove tecnologie e il digitale, il cui scopo precipuo è quello di superare l’attuale concezione dell’healthcare.

Le nuove tecnologie devono essere messe a servizio di una nuova sanità, che ponga, realmente, al centro dell’attenzione l’uomo. L’utilizzo dei nuovi sistemi ci mettono dinnanzi ad un’enorme sfida che punta alla crescita e al benessere dell’intera umanità, ponendo le basi per una sostenibilità ambientale e un modello di sanità rinnovata, che tende ad aumentare l’efficacia e la qualità delle prestazioni sanitarie. Il mondo digitale diventa il fattore abilitante di una dirompente e veloce trasformazione del mondo della salute, con modelli e processi informativi collaborativi che coinvolgono professionisti e pazienti. Prepararsi alla quarta rivoluzione digitale significa accettare e rispettare le condizioni che ne stanno alla base, in maniera sinergica e interconnessa. Il problem solving, non sarà solo l’attitudine maggiormente richiesta ai futuri professionisti del settore, ma sarà necessaria la creatività e il maggiore senso critico. Sarà fondamentale  un lavoro di squadra equilibrato e  trasparente nei giudizi, azioni pregnanti e condivise alla base del modus operandi di ogni attore partecipe del processo, indifferentemente dal ruolo rivestito.
Automazioni, A.I., cloud e flessibilità del lavoro saranno i caratteri che andranno a definire le smart factory, le quali avranno un contatto imprescindibile con l’ambiente circostante. Affiancare ai processi computazionali del cyber physical system le consulenze critiche e responsabilità tecniche valide e sicure, porterà a rendere ciò che è la digitalizzazione produttiva un sistema integrato in maniera etica con la natura umana.

Non siamo di fronte ad un’altra gig economy anzi, i futuri professionisti si troveranno a dover interpretare nuovi linguaggi, a sviluppare nuove metodiche nell’affrontare le proprie responsabilità, trovandosi in diretta partecipazione con l’elemento tecnologico di supporto, che espande ed evolve il nostro ruolo in riferimento alla téchne sviluppatasi fino ad oggi.
Il ruolo che l’operatore sanitario dovrà assumere sarà fortemente performante rispetto alle responsabilità espletate fino a dieci anni fa. Saremo chiamati a diventare elementi necessari e fondamentali, all’interno di un processo  rivoluzionario che è già presente; la nostra mission sarà quella di partecipare fattivamente come attori di un sistema, quello sanitario, fortemente impattato, promuovendo un radicale cambiamento  consentito solo grazie alla democratizzazione dei mezzi di produzione, attraverso la vertical and horizontal integration, l’interconnesione trasparente, sintetica e rapida tra gli elementi di produzione interni e quelli  esterni all’azienda sanitaria, sulla capacità di tenere sotto controllo in tempo reale tutti i processi che stanno alla base e sulla raccolta dei dati tramite molteplici metodi.

Oggetti IoT e Big Data saranno utilizzati e costantemente implementati al fine di garantire accessibilitàaffidabilità e sicurezza, per un efficiente analisi e approccio di possibili problemi riscontrabili.  La comunicazione medico-paziente avverrà non solo attraverso piattaforme informative, ma anche avvalendosi di strumentazioni wearable che permettono il monitoraggio del soggetto interessato, superando eventuali distanze, fornendo assistenza e supporto in qualsiasi momento della giornata. Il focus, pertanto, diventa pluripolare; sarà possibile definire un processo articolato focalizzando l’attenzione sui relativi step che caratterizzano il percorso terapeutico con la possibilità di raccogliere e catalogare i dati raccolti durante la giornata, analizzarli in breve tempo, con la possibilità di condividerli sia all’interno dell’equipe, che con il paziente stesso. La condivisione di tante più informazioni, contribuisce al raggiungimento della necessaria relazione stabilita tra soggetti interessati al processo. Ciò porterà a una corretta informazione che eviterà acritiche ricerche sommarie, parzialmente utili, autodiagnosi e sfiducia nei confronti dei professionisti del settore.

Attuando, nel contempo un processo educazionale, si forniranno agli utenti e agli addetti ai lavori, delle linee guida, espletabili nella pratica giornaliera che permetteranno una costante analisi e studio degli aggiornamenti, rilasciabili grazie a strumentazioni adatte e workflow.  Un processo monitorabile, analizzabile e migliorabile, consentirà la sinergia, la collaborazione  la complicità nell’adempimento dei propri ruoli. Non dimenticando la necessità della condivisione dei dati, health record sharing, per favorire l’interoperabilità dei sistemi sanitari, creando una rete capace di interconnettersi sinergicamente superando barriere territoriali.

 

Livio Blasi