Il profiteering uccide i malati

Il desiderio di profitti sempre crescenti (il cosiddetto profiteering), che spinge le aziende a imporre prezzi altissimi per gli antitumorali più innovativi e a rialzare anche quelli dei chemioterapici classici, sta uccidendo i pazienti più della malattia, e non è in alcun modo giustificabile.

Questa la presa di posizione durissima di 120 oncoematologi riportata in un editoriale pubblicato su Blood  nel quale si fa presente, tra l’altro, che nel mondo solo un paziente su quattro riesce ad usufruire delle cure più efficaci: gli altri o non completano le cure o non le iniziano neppure.

“La denuncia” dichiara Roberto Labianca, presidente CIPOMO, Collegio Italiano Primari Oncologi Medici Ospedalieri “non può cadere nel silenzio. Dichiarare come non moralmente giustificabili terapie anticancro il cui costo è superiore ai 100.000 dollari è un assunto che il CIPOMO condivide totalmente. I colleghi evidenziano come su 12 nuovi farmaci anticancro approvati dalla Food and Drug Administration, ben 11 costino più di 100.000 dollari. Sono costi troppo elevati, che mettono a dura prova il sistema sanitario, e che creano potenziali e difficoltà sempre crescenti rispetto all’accesso alle terapie nei confronti degli altri pazienti. In un momento di difficile congiuntura economica e di richieste sempre più pressanti – anche a livello globale – di revisione di spesa, dobbiamo domandarci come questi costi possano essere accettati e sostenuti. L’allarme lanciato negli USA deve essere stimolo per una riflessione anche in Italia”.