Il blocco di PD-L1 è efficace anche nei tumori urogenitali


L’immunoterapia potrebbe rappresentare una valida opportunità terapeutica anche per i malati di carcinomi uroteliali.

L’immunoterapia potrebbe rappresentare una valida opportunità terapeutica anche per i malati di carcinomi uroteliali.

Questo il segnale emerso dai risultati dello studio ECOG pubblicati su Lancet dai ricercatori aderenti coordinati da Jonathan Rosenberg del Genitourinary Oncology Service del Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York, che mostrano l’efficacia del monoclonale anti PD-L1 atezolizumab in una popolazione di oltre 300 malati pretrattati con platino e reclutati dopo la progressione in 70 centri di Stati Uniti ed Europa.

L’end point primario era il tasso di risposta in base ai criteri RECIST v1.1 e in effetti, dopo un anno e mezzo di follow up, il tasso di risposte oscillava tra il 15 e il 26% a seconda dei livelli di espressione del target del monoclonale, PD-L1, cioè su un valore nettamente superiore rispetto al 10% che si ottiene, in media, con le linee di chemioterapia successive al platino.

Dopo un periodo di tempo medio di 11,7 mesi, inoltre, la risposta era ancora visibile nell’84% dei 45 responders originari, a riprova del fatto che l’effetto, quando c’è, è stabile.

Buone notizie anche per quanto riguarda la tossicità: è stata quella attesa, con la fatigue come evento più frequente (nel 2% dei malati); eventi di grado 3-4 si sono verificati nel 26% dei malati, mentre quelli specificamente autoimmuni si sono avuti nel 15% dei partecipanti, con una prevalenza di polmonite, innalzamento degli enzimi epatici, rash e dispnea.

In definitiva, quindi, il blocco di PD-L1 sembra offrire buoni livelli di risposta a fronte di una tossicità gestibile, e prevista. In questi tumori, inoltre (a differenza di quanto si verifica in altri), l’espressione di PD-L1 è associata a una maggiore sensibilità alla terapia.

Dopo il melanoma, il carcinoma polmonare non a piccole cellule e il rene, sembra quindi probabile che presto giungano ulteriori approvazioni per gli inibitori dei checkpoint.

Fonte:

Rosenberg J et al. Atezolizumab in patients with locally advanced and metastatic urothelial carcinoma who have progressed following treatment with platinum-based chemotherapy: a single-arm, multicentre, phase 2 trial
Lancet Volume 387, No. 10031, p1909-1920, 7 May 2016