I costi del cancro in Europa

126 miliardi di euro. Tanto si è speso nel 2009 nell’Unione Europea per curare il cancro, con significative differenze tra un paese e l’altro sulle allocazioni dei fondi e sulla spesa per ciascun malato. Questo il dato che riassume il grande lavoro di sintesi compiuto da economisti e ricercatori del King’s College di Londra e dell’Università di Oxford, pubblicato su Lancet Oncology, nel quale sono stati considerati i dati di popolazione e di spesa sanitaria contenuti in Eurostat e nei database dell’OMS.

Il calcolo ha tenuto conto non solo di farmaci e terapie, ma anche della perdita di produttività e del tempo impiegato dai care giver per aiutare i malati; sul totale, 51 miliardi sono stati spesi dai sistemi sanitari e 14 miliardi per i farmaci, ma il resto, appunto, da parenti e amici, che hanno dedicato all’assistenza 3 miliardi di ore non retribuite (pari a 23,3 miliardi di euro), e dalla società nel suo insieme; la perdita di produttività è costata 52 miliardi.

Analizzando poi i4 big killer (mammella, polmone, prostata e colon), gli autori hanno visto che il tumore che costa di più è quello del polmone (18,8 miliardi di euro) a causa della grande perdita di produttività e che quello che consuma maggiori risorse dei sistemi sanitari è quello della mammella (6,7 miliardi di dollari).

Questi dati, così come gli altri contenuti nello studio, sono approssimati per difetto perché non tengono conto di altri costi, quali, per esempio, quelli derivati dai programmi di screening dei vari paesi, per i quali non è stato possibile avere dati certi ma, secondo gli autori, sono molto utili per cercare di programmare gli interventi più utili e urgenti in ogni paese, al fine di uniformare il più possibile lo standard di cura a livello continentale e fronteggiare al meglio l’aumento di diagnosi previsto da tutte le stime.

Fonte
www.thelancet.com/journals/lanonc/article/PIIS1470-2045(13)70442-X/fulltext