Analisi genetica di tumore aumenta risposta a terapie mirate

Medicina personalizzata in studi di fase I

Tumori tipizzati sotto il profilo genetico hanno maggiori possibilità di rispondere a terapie mirate. Non è solo teoria. Un nuovo studio porta dati di conferma nella realtà. E fa ben sperare per una terapia sempre più a misura di singolo paziente.
La ricerca è apparsa su Clin Cancer Res (Tsimberidou AM et al, e-pub ahead of print) ed è stata condotta presso l’Università del Texas, MD Anderson Cancer Center. L’obiettivo era valutare nuove molecole in fase I specifiche per una data alterazione genetica su pazienti che presentavano tale alterazione nel genoma tumorale e confrontare l’azione antineoplastica, cosa peraltro molto ambiziosa visto che si tratta della fase I, rispetto a gruppi in cui questo matching non veniva fatto.
Dei 1.144 pazienti con tumore in stadio avanzato, volontari per studi clinici di fase I, 460 (40,2%) presentavano 1 o più alterazioni genetiche a livello delle cellule tumorali. I soggetti con 1 sola alterazione venivano trattati con molecole specifiche per quella alterazione, se disponibili, valutando quindi gli outcome clinici. Questi sono stati veramente sorprendenti, come spiega George Sledge, docente dell’Indiana University School of Medicine e past-president dell’ASCO. Overall response rate: 27%, contro il 5% dei gruppi non appaiati. La conferma che non si tratta di un caso, viene dagli altri parametri analizzati. TTF pari a 5,2 mesi contro i 2,2 dei controlli, sopravvivenza media passata da 9 a 13,4 mesi. Valori decisamente più elevati, rispetto anche a quanto osservato con le terapie pregresse, non mirate, degli stessi pazienti. E l’analisi multivariata con 1 alterazione, ha stabilito che la matching therapy è un fattore predittivo indipendente di risposta.
Questi i risultati della ricerca, peraltro non randomizzata, che costituiscono la base per ulteriori studi. Alcuni punti vanno, però, precisati. Come afferma la prima autrice del lavoro, Apostolia M. Tsimberidou, non tutte le alterazioni genetiche rilevabili nei tumori sono responsabili della malattia: alcune correlano con il tumore ma non sono causali. Quindi si pone la scelta, per chi sviluppa le nuove molecole, di scegliere il target giusto. Poi c’è il problema economico. Sviluppare un farmaco costa molto, e i costi andrebbero ripartiti sul più alto numero possibile di pazienti. Un ostacolo non da poco per le targeted therapies.

Milano, 14 novembre 2012