Ad un anno dalla scomparsa di Aldo Sardoni vogliamo ricordarlo a tutti quelli che gli hanno voluto bene attraverso le Sue parole

“Per me etico è innanzitutto il rispetto della dignità e della volontà del malato, specie se terminale; etico è il non infierire con accanimento terapeutico e continuare a mantenere in non-vita la persona malata che non è più in grado di autogestirsi, a cominciare dall’alimentazione forzata quando questa non sia finalizzata ad una terapia per la guarigione. Etico è il non consentire ai parenti od assimilabili, che per un senso di pietà e/o di falso amore e/o di egoismo, di decidere per conto della persona malata non sapendo quanta sofferenza, sia fisica che morale, inespressa ed inesprimibile, procurano al malato terminale, quando non c’è più niente da fare.
Etico è evitare inutili sofferenze senza falsi moralismi e/o per un rispetto umano, quando questo incide sulla pelle di chi soffre. Etico è l’uso di ogni terapia del dolore che operi per la sua sedazione con le cure palliative, indipendentemente che sia un oppiaceo od altra sostanza.
Etico è quel medico che non si pone il problema se la sedazione faccia male alla salute ma solo se sollevi il malato dalla sofferenza. Etico è spendere i soldi per i miglioramenti delle terapie del dolore piuttosto che non buttarli per l’accanimento terapeutico. Etico è amare la Persona malata terminale nella sua identità di essere umano!! Etico è il non lasciare il morituro, come spesso accade ancora in alcuni ospedali, in ambienti a più letti, insieme ad altri nelle sue condizioni facendolo partecipare alle altrui morti come segnale inequivocabile della sua. Etico è evitare la processione di quelle persone distanti da anni che, per scaricare la loro cattiva coscienza, nel visitare il malato grave, portano con la loro presenza il segnale anticipato di morte.
Etico è porre al centro dell’attenzione, senza se e senza ma, la dignità della persona malata”

Aldo Sardoni