Dati recenti di un effetto positivo di avastin (bevacizumab, anticorpo monoclonale anti VEGF) nel carcinoma mammario focalizzano nuovamente l'attenzione su un'eventuale utilità del farmaco nella neoplasia. Dopo la mancata registrazione negli Stati Uniti di avastin nel tumore mammario metastatico per scarsa efficacia e per gli effetti collaterali, ecco che due nuovi studi, eseguiti entrambi in setting neoadiuvante sul tumore in fase precoce, inducono a riflettere sulle potenzialità del farmaco in questo ambito clinico. Nel primo, condotto in Germania (January 26, 2012, von Minckwitz G., Eidtmann H., Rezai M., et al. N Engl J Med 2012; 366:299-309), si è somministrato avastin in associazione a terapia neoadiuvante in 1.948 pazienti con tumore HER2 negativo, ottenendo una risposta completa nel 18,4% dei casi, contro il 14,9% del gruppo senza avastin. Nel secondo studio, statunitense (January 26, 2012, Bear H.D., Tang G., Rastogi P., et al., N Engl J Med 2012; 366:310- 320), le pazienti trattate erano 1.206, nuovamente con tumore HER-2 negativo e la risposta completa si è osservata nel 34,5% delle donne del gruppo con avastin e nel 28,2% di quelle del gruppo di controllo. Gli effetti del farmaco ci sono, sono di entità limitata ma sono statisticamente significativi. La questione si complica quando si esaminano i sottogruppi che più si avvantaggiano dall'associazione con l'anticorpo anti VEGF: nello studio tedesco sono le pazienti con tumori recettori negativi, mentre è vero il contrario nello studio statunitense. Non si è, quindi, identificata, per il momento, una popolazione di pazienti maggiormente sensibile all'azione del farmaco. Gli effetti collaterali sono a carico del midollo, delle mucose. Si aggiungono la sindrome mano-piede, ipertensione e un aumento di disfunzioni cardiache, quest'ultime maggiormente presenti nel gruppo con avastin (3% vs 1%). Fin qui i dati pubblicati. Il follow up accerterà se il beneficio derivante dall'uso di avastin nella patologia si tradurrà, nel tempo, in un aumento o meno della sopravvivenza. Il dibattito sull'utilità del farmaco nella terapia del ca mammario rimane, per ora, ancora aperto.
2 febbraio 2012