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Archivio News

Infermieri dedicati per la continuità di cura: un'arma vincente


Quando l'assistenza ai malati di tumore polmonare è gestita da un infermiere con una specifica preparazione, la differenza in termini di qualità di vita e di benessere psicologico è evidente.
╚ una promozione a pieni voti quella che hanno portato gli oncologi del Centre Hospitalier de Lanaudièere di Saint Charles Borromée, in Canada, all'ultimo European Lung Cancer Congress svoltosi a Ginevra nei giorni scorsi, relativa a un modello di assistenza introdotto appunto in Canada per la prima volta nel 2001 e poi in via definitiva nel 2005.

Il programma, chiamato The Pivot Nurse in Oncology (PNO), prevede che il paziente possa rivolgersi all'infermiere di riferimento in qualunque momento, chiamandolo al suo cellulare; quest'ultimo ha accesso alla cartella completa del paziente e ha il compito di fissare tutti gli appuntamenti del follow up non appena riceve i risultati dei precedenti test o quando il calendario lo prevede. Inoltre si assicura che il malato segua le terapie, e può (e deve) chiamare il medico quando il paziente riferisce sintomi preoccupanti, e preparare una breve scheda di sintesi per il curante, in modo che il paziente non faccia riferimento ai servizi di emergenza se non in caso di necessità e il medico sia già informato dei motivi della visita. Ogni infermiere segue tra i 50 e i 60 pazienti.

I dati, relativi a 15 anni di esperienza sul campo, sono stati ottenuti sottoponendo a questionari quali il Princess Margaret Hospital Patient Satisfaction with Doctor Questionaire (PMH/PSQ-D) 65 malati, 12 dei quali non inseriti nel programma e i restanti con un proprio Pivot Nurse; la sproporzione tra i due gruppi si spiega con il fatto che in Canada sono ormai pochi i pazienti che non prendono parte a un programma PNO; tuttavia le differenze nei risultati - hanno spiegato gli autori - sono state talmente grandi che anche così sono risultate significative.

Ciò è dovuto anche al fatto che dopo una media di dieci anni gli infermieri dedicati hanno ormai acquisito una notevole esperienza e tutto il programma sembra funzionare molto bene, soprattutto per malati che vanno incontro a uno scadimento importante della qualità di vita e a notevole stress psicologico come quelli di tumore polmonare.
Difficile, ovviamente, generalizzare risultati di così pochi pazienti, ma sistemi analoghi si stanno diffondendo anche in Europa (per esempio in Germania), con esisti paragonabili.
La continuità di cura sembra insomma sempre di più uno strumento sempre vincente.

 

Fonti:
Coordinating Nurses can Improve Cancer Patients' Quality of Life and Satisfaction During Treatment [ELCC 2018 Press Release]
http://esmo.org/Press-Office/Press-Releases/Coordinating-Nurses-Improve-Cancer-Patients-Quality-Life-Satisfaction-During-Treatment

Abstract 231P_PR "Impact of the continuity of nursing care delivered by a pivot nurse in oncology on improving satisfaction and quality of life of patients with advanced lung cancer" presented by Elie Kassouf during the Poster Display session on Thursday 12 April, 12:30 to 13:00 (CEST) in Hall 1. Journal of Thoracic Oncology, Volume 13, Issue 4, Supplement, April 2018.