• OncoNews luglio

    CIPOMO: per la salute dei pazienti, custodire la salute del SSN

  • OncoNews luglio

    CIPOMO: per la salute dei pazienti, custodire la salute del SSN

  • OncoNews luglio

    CIPOMO: per la salute dei pazienti, custodire la salute del SSN

  • OncoNews luglio

    CIPOMO: per la salute dei pazienti, custodire la salute del SSN

  • OncoNews luglio

    CIPOMO: per la salute dei pazienti, custodire la salute del SSN

  • OncoNews luglio

    CIPOMO: per la salute dei pazienti, custodire la salute del SSN

  • OncoNews luglio

    CIPOMO: per la salute dei pazienti, custodire la salute del SSN

  • OncoNews luglio

    CIPOMO: per la salute dei pazienti, custodire la salute del SSN

  • OncoNews luglio

    CIPOMO: per la salute dei pazienti, custodire la salute del SSN

  • OncoNews luglio

    CIPOMO: per la salute dei pazienti, custodire la salute del SSN

  • OncoNews luglio

    CIPOMO: per la salute dei pazienti, custodire la salute del SSN

  • OncoNews luglio

    CIPOMO: per la salute dei pazienti, custodire la salute del SSN

  • OncoNews luglio

    CIPOMO: per la salute dei pazienti, custodire la salute del SSN

  • OncoNews luglio

    CIPOMO: per la salute dei pazienti, custodire la salute del SSN

  • OncoNews luglio

    CIPOMO: per la salute dei pazienti, custodire la salute del SSN

  • OncoNews luglio

    CIPOMO: per la salute dei pazienti, custodire la salute del SSN

  • OncoNews luglio

    CIPOMO: per la salute dei pazienti, custodire la salute del SSN

  • OncoNews luglio

    CIPOMO: per la salute dei pazienti, custodire la salute del SSN

Archivio News

Chi paga che cosa? Indagine sull'influenza dei finanziamenti delle aziende sulle prescrizioni oncologiche


In che misura finanziamenti provenienti dalle aziende, siano essi dedicati alla ricerca oppure più ambigui, per esempio erogati sotto forma di regali, premi per interventi a congressi, viaggi e così via, influenzano le scelte degli oncologi per quanto riguarda le terapie?

Se lo sono chiesti alcuni colleghi di diversi centri americani, coordinati dagli oncologi dell'Università del North Carolina di Chapell Hill, che hanno condotto un'indagine limitandosi alle prescrizioni per i carcinomi renali e a quelle per la leucemia mieloide cronica, scoprendo una realtà preoccupante.
Tra i 354 oncologi che hanno deciso terapie per tumori del rene, infatti, il 9% (n=32) aveva ricevuto fondi per ricerche, e il 25% (n=89) altri finanziamenti; tra costoro, le prescrizioni dei tre farmaci esaminati, e cioè sorafenib, sunitinib e pazopanib, delle aziende paganti sono stati più frequenti dell'84% rispetto a quelle di chi non ha ricevuto fondi.
Per quanto riguarda la leucemia - e i farmaci sotto esame in questo caso erano il dasatinib, l'imatinib e il nilotinib -, tra i 2.225 medici prescrittori il 4% (n=38), aveva ricevuto fondi per le ricerche, e il 40% (n=879), fondi diversi. Tra costoro la prescrizione dei tre farmaci è stata del 31% più frequente rispetto a quelle degli oncologi non sostenuti finanziariamente.

Come hanno sottolineato gli autori nello studio, pubblicato su JAMA Internal Medicine, ci sono evidenti limiti metodologici quali, per esempio, il fatto che si è trattato di un'indagine e non di uno studio controllato, e che non sono state considerate le diagnosi. Inoltre ci sono state significative variazioni tra un farmaco e l'altro. Tuttavia si tratta anche di uno dei primi studi specifici (altri simili sono stati fatti in specialità diverse quali la cardiologia), e il messaggio di fondo è chiaro: i finanziamenti possono almeno in parte togliere obbiettività (anche senza che il medico ne sia del tutto consapevole) alle prescrizioni, che dovrebbero essere guidate solo da dati ottenuti con prove di efficacia. Andrebbero quindi valutati con molta più attenzione.

 

Fonte:

Mitchell A et al. Pharmaceutical Industry Payments and Oncologists' Selection of Targeted Cancer Therapies in Medicare Beneficiaries
JAMA Intern Med. Published online April 9, 2018. doi:10.1001/jamainternmed.2018.0776
https://jamanetwork.com/journals/jamainternalmedicine/article-abstract/2677058