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Malati terminali: la vera cura è l'accesso precoce alle cure palliative


L'introduzione tempestiva delle cure palliative nei malati terminali si traduce in benefici per i pazienti, di vario tipo e quantificabili se si vanno a verificare gli accessi in ospedale e in hospice, le chemioterapie somministrate e altri parametri della qualità di vita relativi alle ultime settimane. Lo hanno fatto i palliativisti dell'Università di Leeds, in Gran Bretagna, verificando la storia clinica di quasi 2.500 malati deceduti per tumore tra gennaio 2010 e febbraio 2012, il 64,5% dei quali aveva avuto accesso alle cure palliative, e riportando poi quanto rilevato sul British Medical Journal Open .

Dall'analisi dei dati è emerso innanzitutto che i pazienti per i quali era stato più facile erano quelli con un tumore dell'apparato digerente superiore, soprattutto se donne e giovani, mentre i meno considerati erano stati quelli con un tumore del polmone o del sistema nervoso centrale: una disparità di trattamento che non ha giustificazioni mediche. Inoltre, coloro che avevano avuto accesso alle cure palliative prima delle due settimane precedenti il decesso, più spesso erano poi deceduti in hospice (39,4% versus 14,5%) e meno spesso che in ospedale (23,3 versus 40,1%), e le cure palliative erano state introdotte quattro settimane prima della fine c'erano stati anche meno accessi in emergenza.

Dal punto di vista della terapia, come atteso chi era stato avviato a un programma di palliazione era stato trattato con oppiacei il doppio rispetto agli altri (53 versus 25,5%), e se il programma era iniziato 32 settimane prima del decesso c'era stato anche un minor ricorso alla chemioterapia nelle ultime quattro settimane di vita, con miglioramento della qualità della stessa.
In definitiva, quindi, secondo gli autori e i promotori dello studio, sponsorizzato dello Yorkshire Cancer Research (che hanno rimarcato la scarsità di studi sull'argomento e soprattutto di fondi dedicati), un accesso precoce ai programmi di cure palliative ha effetti significativi sulla qualità di vita dei malati terminali, e andrebbe incrementato in tutti i reparti servendosi di protocolli, indicatori, monitoraggi convalidati e gestiti da personale con una formazione specifica.

Fonte:
Ziegler LE et al. Is palliative care support associated with better quality end-of-life care indicators or patients with advanced cancer? A retrospective cohort study.
BMJ Open 2018; 8:e018284.
doi:10.1136/bmjopen-2017-018284
http://bmjopen.bmj.com/content/bmjopen/8/1/e018284.full.pdf