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Duemila farmaci in sperimentazione: lo tsunami dell'immunoterapia


Le molecole che, a vario titolo, stanno puntando sul sistema immunitario per sconfiggere il cancro sono circa 2.000, al centro di centinaia di studi clinici che coinvolgono centinaia di migliaia di pazienti. Ma molto spesso si tratta di ripetizioni, o di studi piccolissimi, che ben difficilmente porteranno a risultati fruibili da parte di tutti i pazienti. E in tutto questo le regole faticano a stare dietro a tutto ciò che l'approccio immunoterapico sta smuovendo.


E' una realtà a due facce quella rappresentata dallo studio indipendente pubblicato sugli Annals of Oncology  dal gruppo di esperti coordinato da Aiman Shalabi del Cancer Research Institute, perché se da una parte autorizza a sperare che per il cancro i giorni siano davvero contati, dall'altra descrive una situazione che sta andando fuori controllo, con rischi di dispersione di risorse e intelligenze.
Gli autori, attingendo a diversi archivi internazionali ufficiali, hanno messo in piedi due database e dichiarato che seguiranno ognuno dei membri di entrambi: nel primo ci sono 940 agenti immunoterapici in sperimentazione clinica e 1.064 in fase preclinica, diretti contro ben 303 diversi target e messi a punto da 864 aziende, mentre nel secondo ci sono ci sono 3.042 trial clinici al momento attivi, che coinvolgono oltre 577.000 pazienti.


E' evidente che, per quanto l'idea di mobilitare il sistema immunitario abbia dischiuso un mondo e offerto molte prospettive anche a pazienti che un tempo non ne avevano, ci si trova di fronte a una sorta di bolla, a un'ubriacatura alimentata anche dai guadagni stellari alla quale sarebbe probabilmente opportuno porre un freno, come si vede in modo molto chiaro anche nelle rappresentazioni grafiche elaborate da Shalabi. Per questo gli autori avanzano una serie di proposte regolatorie, affinché si evitino studi inutili, per quanto si può supporre e, soprattutto, duplicazioni come quella che ha come oggetto PD-L1, al centro di decine di studi con altrettanti potenziali farmaci, a scapito di altri possibili target.
Al momento ci sono già 26 immunoterapici approvati per diversi tumori, tra vaccini, CAR T, inibitori di checkpoint e altro, e forse è giunto il momento di fermarsi e ragionare, anche perché le percentuali di risposta restano quelle degli esordi, inferiori al 50%.

Fonte:

Tang J et al. Comprehensive analysis of the clinical immuno-oncology landscape
Annals of Oncology, mdx755, https://doi.org/10.1093/annonc/mdx755
Published:
07 December 2017
https://academic.oup.com/annonc/advance-article/doi/10.1093/annonc/mdx755/4693829