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CancerLinQ: la cura è nei big data


L'obbiettivo che a molti è sempre sembrato più che altro una speranza poco concreta, e cioè quello di sconfiggere definitivamente il cancro, secondo alcuni potrebbe diventare realtà grazie all'intelligenza artificiale. Ne è convinta anche l'ASCO, che pochi mesi fa ha lanciato la piattaforma CancerLinQ, una gigantesca nuvola cui afferiscono virtualmente tutti i dati dei centri oncologici americani e che, elaborando l'enorme massa di dati e fornendo poi soluzioni personalizzate, potrebbe fare la differenza.
Per spiegare meglio di che cosa si tratti, la rivista Future Medicine ospita un articolo scritto da Jennifer Wong e Robert Miller, membri del team no profit che ha lavorato alla messa a punto del sistema.

In estrema sintesi, CancerLinQ raccoglie i dati elettronici (Electronic Health Records o EHR) in modo diretto, senza alcun bisogno che i clinici li elaborino in uno specifico formato: è la piattaforma che, facendoli passare di cloud in cloud, li rende omogenei e leggibili in base al linguaggio del National Cancer Institute Metathesaurus. Dopo averli elaborati, li rimette a disposizione di tutta la comunità degli aderenti sotto forma anche di app ed indicatori secondo specifici parametri, in modo che ciascuno li legga in base alle proprie necessità; il tutto risponde ai criteri indicati nei programmi per la qualità dell'ASCO, e specificamente all'Quality Oncology Practice Initiative e naturalmente non può includere annotazioni personali e altri elementi che restano al di fuori, e costituiranno sempre un fattore non omologabile.

Ma non ci sono solo i dati medici in senso stretto: anche quelli reali hanno un loro posto in CancerLinQ, specificamente nei Real World Data o RWD, che comprendono tutto ciò che resta fuori dai trial clinici, e cioè i dati dei registri, quelli dei farmaci, quelli delle assicurazioni, i decessi e molto altro; in futuro si prevede di includere anche le situazioni meno standardizzate quali le piccole coorti, le esperienze curative di centri non appartenenti a grandi network e così via, in modo da continuare ad ampliare la base dei circa cento grandi poli oncologici aderenti alla prima fase, e arricchire così le casistiche fino a giungere a una visione completa della realtà clinica americana, da condividere anche con le associazioni di pazienti, con le aziende e con tutti i protagonisti della galassia-oncologia. L'iniziativa è parte fondamentale della Cancer Moonshot Initiative.

Fonte:
Robert Miller e Jennifer Wong. Using oncology real-world evidence for quality improvement and discovery: the case for ASCO's CancerLinQ
http://www.futuremedicine.com/doi/full/10.2217/fon-2017-0521