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    medicina basata sulle evidenze,
    sulle convenienze o sulle eminenze?

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Archivio News

Oltre la tecnologia, verso tutti i pazienti


Un mondo sempre più diseguale, nel quale si prendono decisioni irrazionali, a tutto svantaggio di milioni di persone che hanno una doppia sfortuna: quella di ammalarsi di cancro, e quella di essere nate in paesi poveri o usciti da pochi anni dalla povertà.

Questa è la situazione oggi secondo tutti i dati, e secondo tre esperti che hanno lavorato per anni in queste realtà: Richiard Sullivan, direttore del King's Institute for Cancer Policy di Londra, C.S. Pramesh, del Tata Memorial Center di Dubai e del National Cancer Gride, e Cristopher Booth del Queen's University Cancer Center di Kingston, in Canada, autori di un dettagliato articolo pubblicato su Nature  intitolato significativamente: I pazienti hanno bisogno di cure migliori, non di tecnologia. Molti gli esempi di distorsioni citati, in mondo dove nel 2030 i pazienti saranno 21,7 milioni, e costeranno 458 miliardi di dollari, contro i 12,7 milioni di dieci anni fa (allora costavano 290 miliardi), a cominciare dalla sopravvivenza: in Asia, a causa delle diagnosi tardive e dello stigma che le accompagna, un anno dopo una diagnosi di tumore solido è in vita il 12% dei malati della Malesia e il 45% di quelli di Myammar, mentre in Europa c'è una differenza tra paesi che supera il 32% per certi tumori quali quello del retto.

Manca personale: al Tata, più antico centro oncologico indiano, 164 medici vedono ogni anno 40.000 pazienti, mentre all'MD Anderson di Houston i pazienti sono 33.000, ma i professionisti 11 volte tanto. Analogamente, in Africa c'è un patologo ogni 2,3 milioni di persone, mentre nei paesi ricchi ce n'è uno ogni 15-20.000 persone. Eppure, anziché investire sul personale si comprano strumenti costosissimi, per terapie non ancora consolidate, come sta avvenendo in Russia, Brasile, India, Cina e Sud Africa, dove stanno per essere installati 18 acceleratori da 140 milioni di dollari, e si introducono le immunoterapie e i farmaci targeted. Ma in questi paesi solo in paziente su cinque ha accesso a cure di base, valore che scende al 5% nei paesi più poveri. Bisogna che tutti - autorità, malati, fondazioni, OMS e così via - cambino atteggiamento e finanzino soltanto progetti e terapie sicuramente efficaci nelle singole realtà, e la smettano di importare modelli inapplicabili in paesi che devono ancora provvedere alle cure elementari per milioni di persone.


Fonte:
Sullivan R et al. Cancer patients need better care, not just more technology
http://www.nature.com/news/cancer-patients-need-better-care-not-just-more-technology-1.22644