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La forma del carcinoma mammario


Si avvicina il momento in cui sarà possibile definire alla diagnosi se un tumore della mammella in stadio precoce è o meno pericoloso, e programmare, di conseguenza,  la terapia più adeguata. JAMA Oncology ha infatti pubblicato uno studio in cui il test messo a punto dagli oncologi dell'Università della California di San Francisco, brevettato come MammaPrint e approvato dalla FDA nel 2007, si è rivelato capace di distinguere tra le varie tipologie di carcinoma, con stime che si sono rivelate affidabili in un arco di tempo molto lungo, di vent'anni.


Per verificare mammaPrint, gli autori hanno chiesto aiuto ai colleghi svedesi che avevano condotto STO-3, un trial in cui 1.780 donne con tumore di 3 cm o meno e senza coinvolgimento linfonodale, tutte operate, tutte diagnosticate non nell'ambito di uno screening, erano state randomizzate a ricevere tamoxifene in adiuvante o nessun trattamento e poi seguiti per vent'anni. Si sono fatti dare dati e campioni di 652 di loro, 311 trattate e 339 no, e sottoponendo i secondi al test, hanno visto che il 42% dei tumori sarebbe stato classificato come ad alto rischio, il 58 a basso rischio; in quest'ultimo caso, le donne avevano avuto il 95% di probabilità di essere vive a 5 anni, anche se molte, in seguito, erano decedute a causa della malattia. Oltre a queste due grandi classi, poi, gli oncologi avevano identificato 98 casi (pari al 15% del totale) di tumori a rischio ultra-basso, che costituivano un quarto di tutti quelli considerati meno pericolosi. Ebbene: le donne con questo tipo di tumore avevano avuto tutte una prognosi eccellente, e indipendente dall'assunzione di tamoxifene.


Secondo gli autori queste donne possono rappresentare circa il 25% di quelle in menopausa identificate tramite lo screening di popolazione, e hanno una malattia che difficilmente costituirà un rischio mortale; lo stesso vale per le donne a rischio basso che però abbiano compiuto 75 anni: avere un esame in grado di identificarle al momento della diagnosi può rappresentare un importante passo in avanti per le scelte che le malate e i loro curanti debbono copmpiere, perché per costoro è sufficiente l'intervento chirurgico.

Fonte
Esserman L et al. Use of Molecular Tools to Identify Patients With Indolent Breast Cancers With Ultralow Risk Over 2 Decades
JAMA Oncol. Published online June 29, 2017. doi:10.1001/jamaoncol.2017.1261
http://jamanetwork.com/journals/jamaoncology/article-abstract/2634502