• OncoNews Luglio

    Pił tempo diamo alla relazione,
    pił tempo risparmiamo nella cura

  • OncoNews Luglio

    Pił tempo diamo alla relazione,
    pił tempo risparmiamo nella cura

  • OncoNews Luglio

    Pił tempo diamo alla relazione,
    pił tempo risparmiamo nella cura

  • OncoNews Luglio

    Pił tempo diamo alla relazione,
    pił tempo risparmiamo nella cura

  • OncoNews Luglio

    Pił tempo diamo alla relazione,
    pił tempo risparmiamo nella cura

  • OncoNews Luglio

    Pił tempo diamo alla relazione,
    pił tempo risparmiamo nella cura

  • OncoNews Luglio

    Pił tempo diamo alla relazione,
    pił tempo risparmiamo nella cura

  • OncoNews Luglio

    Pił tempo diamo alla relazione,
    pił tempo risparmiamo nella cura

  • OncoNews Luglio

    Pił tempo diamo alla relazione,
    pił tempo risparmiamo nella cura

Archivio News

Non solo vero trastuzumab


Il CT-P6, biosimilare del trastuzumab, supera la prova sul campo e si conferma davvero simile al progenitore. Lo si vede dallo studio pubblicato su Lancet Oncology, nel quale il primo è stato messo a confronto con il secondo in una popolazione di oltre 540 donne con un carcinoma mammario positivo per HER2 e in stadio tra I e IIIa reclutate in 112 siti di 23 paesi, nell'ambito di una terapia neoadiuvante che comprendeva anche docetaxel e FEC (flurouracile, epirubicina e ciclofosfamide).

Alla fine il tasso di risposta patologica completa è stato pari al 46,8% tra le 248 donne del gruppo del CT-P6 e al 50,4% per le 256 donne del gruppo di controllo, e quelli delle popolazioni intention-to-treat sono stati del 43,5 e del 47,1%, rispettivamente. Analogo il profilo di sicurezza: eventi avversi di grado superiore al 3 si sono verificati nel 6% delle donne trattate e nell'8% delle altre, e sono stati in prevalenza neutropenia (4 versus 5%). La conclusione è dunque che i due monoclonali hanno un profilo di efficacia e sicurezza sovrapponibile.

La sperimentazione si iscrive nel solco di quanto consigliato all'OMS poche settimane fa, e cioè sperimentare i biosimilari affinché la stessa OMS possa includerli nella lista dei farmaci essenziali e farli distribuire dalle proprie agenzie.
L'invito a prendere parte all'iniziativa, definita di prequalificazione, è stato rivolto a coloro che hanno intenzione di sintetizzare lo stesso trastuzumab e il rituximab, i primi a perdere il brevetto, a conclusione di un incontro di due giorni svoltosi a Ginevra che ha visto la partecipazione delle aziende, dei pazienti, degli oncologi, dei responsabili dei sistemi di pagamento e di altri protagonisti del settore, tutti desiderosi di dare maggiore impulso al mercato dei prodotti non di marca, e in seguito potrebbe essere esteso anche a coloro che stanno lavorando su altri biosimilari. Ciò dovrebbe avere anche effetti collaterali più che desiderati, ovvero un generale contenimento dei prezzi dei farmaci biologici, vecchi e nuovi.

 

Fonti:
Stebbing J et al. CT-P6 compared with reference trastuzumab for HER2-positive breast cancer: a randomised, double-blind, active-controlled, phase 3 equivalence trial

DOI: http://dx.doi.org/10.1016/S1470-2045(17)30434-5
http://www.thelancet.com/journals/lanonc/article/PIIS1470-2045(17)30434-5/fulltext

WHO to begin pilot prequalification of biosimilars for cancer treatment
http://www.who.int/mediacentre/news/releases/2017/pilot-prequalification-biosimilars/en/