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    Fondi per i farmaci oncologici e innovativi: rifinanziati, ma non ampliati

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Archivio News

Insegnare a sconfiggere la paura: anche questo è curare


Per migliorare la qualità di vita dei malati e, in particolare, delle donne che hanno superato la fase delle cure per il cancro al seno, potrebbe essere utile definire un programma che prepari il paziente e lo accompagni nelle fasi successive a quella dell'intervento; in questo modo umore, relazioni socio-affettive, visione del futuro, ansia e depressione migliorano nettamente. Questo il messaggio contenuto in un originale studio pubblicato su Cancer dagli oncologi e psicologi del Regenstrief Institute dell'Università dell'Indiana, della Butler University e della West Virginia University School of Medicine, che hanno selezionato una novantina di pazienti e le hanno suddivise in tre gruppi. Le prime sono state invitate a seguire un programma (in sessioni da due ore per sei settimane) chiamato Acceptance and Commitment Therapy (ACT), incentrato sul fatto di non lasciarsi dominare dalla paura ma di cercare di vivere ogni giorno nella sua totale pienezza, e per quanto può offrire di buono, con strumenti quali la mindfulness e le strategie di coping volte ad allontanare i pensieri negativi, per focalizzarsi sui valori fondanti della persona e sugli obbiettivi del futuro prossimo.

Nel secondo le pazienti sono state sottoposte a un programma basato sulla survivorship (anch'esso della durata di sei settimane, con sedute di due ore settimanali) e nel terzo a seguire gli schemi abituali con, in più, una seduta di mezz'ora dedicata alla survivorship.

Tutte le donne hanno tratto giovamento da questi incontri, ma le prime ne hanno avuto un beneficio nettamente superiore, soprattutto per quanto riguarda la paura della recidiva o Fear of Recurrence, parametro sul quale le tre tecniche hanno avuto effetti discontinui e poco significativi. Anche per 10 degli altri 12 valutati (tra i quali ansia, depressione, qualità di vita e capacità di coping), l'ACT è risultata nettamente migliore delle altre, sovente quasi inutili. Infine, l'ACT e le altre due tecniche sono state ben accette dalle partecipanti. In definitiva, quindi, dedicare tempo e risorse in un programma che aiuti chi ha superato la fase acuta ad affrontare meglio i mesi e gli anni successivi può portare a risultati assai positivi, soprattutto quando la terapia è incentrata sulla necessità e sui vantaggi di una vita vissuta pensando al presente, e non lasciandosi travolgere dall'ansia.

Fonte:

Johns PsyD S et al. Acceptance and commitment therapy for breast cancer survivors with fear of cancer recurrence: A 3-arm pilot randomized controlled trial