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    La quarta rivoluzione: un new deal per una sanitą pił efficiente

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Dall'ASCO una nuova immunoterapia: i linfociti infiltranti


Tra le migliaia di presentazioni fatte all'ASCO, appena svoltosi a Chicago, alcune riguardavano terapie innovative che stanno iniziando ad affrontare le fasi 2 delle sperimentazioni. Tra queste vi è un nuovo tipo di immunoterapia, segnalata dalla stessa ASCO come una tra le più promettenti: quella basata sui linfociti infiltranti il tumore o TIL.
I dati dello studio innovaTIL-04, presentati da oncologi dei diversi centri statunitensi che vi hanno preso parte, riguardavano infatti 27 pazienti con carcinoma della cervice metastatico o in recidiva che erano state sottoposte ad almeno una linea di chemioterapia, ma non a un'immunoterapia con inibitori di checkpoint (criterio di esclusione per evitare confusione nel potenziale effetto) e che erano state trattate, dopo una deplezione con ciclofosfamide e fludarabina, con LN-145, i linfociti infiltranti (ottenuti in modo centralizzato con una procedura che dura 22 giorni) in infusione singola, seguita dalla somministrazione di interleuchina 2 (600.000 IU/kg, per un massimo di sei dosi).

Le pazienti, dell'età media di 47 anni, con una media di 2,6 cicli di chemio alle spalle, hanno avuto un tasso di risposta obbiettiva del 44% (3 risposte complete e 9 parziali) e un tasso di controllo della malattia dell'85%. Dopo un follow up mediano di 7,4 mesi, dieci pazienti avevano mantenuto la risposta e il valore mediano del controllo della malattia non era stato ancora determinato (al momento è compreso tra 2,6 e 9,2 mesi).
Per quanto riguarda la tossicità, non ci sono stati eventi diversi da quelli attesi tanto per lo stadio della malattia quanto per i trattamenti di linfodeplezione e somministrazione di IL12.

Tutto ciò ha fatto concludere agli autori che il trattamento potrebbe essere efficace ed è comunque meritevole di ulteriori approfondimenti. Inoltre Lee Schwartzberg del West Cancer Center di Germatown, in Tennessee, chiamato a commentare i dati, ha sottolineato come i TIL siano presenti in molti tumori, al punto da essere impiegati come marcatori di risposta per l'immunoterapia in quanto indicatori della presenza di un tumore infiammato, "caldo": espanderli e reinfonderli potrebbe essere una buona via per superare la possibile resistenza di quelli in sito.
In generale, infine - ha concluso - comprendere meglio le potenzialità di questi linfociti e del microambiente tumorale porterà a indubbi vantaggi e a un utilizzo migliore di tutte le immunoterapie.

 

Fonte:
Jazaeri AA et al. Safety and efficacy of adoptive cell transfer using autologous tumor infiltrating lymphocytes (LN-145) for treatment of recurrent, metastatic, or persistent cervical carcinoma.
https://meetinglibrary.asco.org/record/172802/abstract