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La neurotossicità delle CAR-T


Le CAR-T, le immunoterapie basate sui linfociti geneticamente modificati, sono proposte a un numero crescente di pazienti prevalentemente con tumori ematici, ma sulla possibile tossicità associata neurologica a esse le informazioni sono ancora lacunose. Per questo un gruppo di oncologi del Brigham and Women's Hospital di Boston ha appena pubblicato su Brain quello che è probabilmente il primo studio di una certa dimensione statistica sui possibili eventi avversi proprio di tipo neurologico che ne conferma altri pubblicati negli ultimi anni, ma più limitati.

La casistica dei neurologi di Boston è infatti di cento pazienti trattati tra il 2015 e il 2018 (il 74% dei quali con un linfoma, il 14% con un mieloma, il 10% con una leucemia, il 2% con un sarcoma), dell'età media di 64,5 anni, nel 39% dei casi donne, seguiti dall'inizio del trattamento fino a due mesi dopo l'ultima trasfusione e di cui erano disponibili dati clinici completi e dettagliati.
Il risultato è stato che i danni neurologici sono molto frequenti ma anche transitori, e in genere spariscono dopo qualche settimana. In particolare, l'evento più comune è l'encefalopatia (verificatasi nel 57% dei pazienti), seguita dalla cefalea (42%), dai tremori (38%), dall'afasia (35%) e dalla debolezza focale (11%), ma nello studio ne sono descritti anche molti altri, ciascuno apparentemente a uno specifico gruppo e con le sue caratteristiche specifiche per questa popolazione di pazienti.

Non ci sono idee molto chiare sulle cause di questo tipo di tossicità, che dovrà essere studiata molto più a fondo per cercare di prevenirla o, quantomeno, di trattarla nel modo più adeguato. Per ora si sa che non è associata ad anomalie strutturali, ma solo a cambiamenti funzionali, evidenziabili con l'eco Doppler transcranico, l'EEG o la PET.
I neurologi stanno comunque lavorando per mettere a punto un sistema di scoring specifico che consenta una classificazione condivisa e accurata, di cui potrebbe esserci molto bisogno, via via che le CAR-T espanderanno il loro raggio d'azione.


Fonte:
Rubin DB et al. Neurological toxicities associated with chimeric antigen receptor T-cell therapy
Brain, Volume 142, Issue 5, May 2019, Pages 1334-1348, https://doi.org/10.1093/brain/awz053
https://academic.oup.com/brain/article/142/5/1334/5396028