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I decessi per cancro in Europa: le nuove stime


Nel 2019 i decessi per cancro in Europa saranno poco superiori agli 1,4 milioni, con tassi che fanno registrare valori relativi ovunque in diminuzione tranne che in Polonia, e valori assoluti in crescita, a causa dell'invecchiamento della popolazione. Ancora una volta Carlo La Vecchia, epidemiologo dell'Università di Milano, coordina una valutazione continentale completa sull'andamento della malattia in Europa, e pubblica quanto emerso sugli Annals of Oncology (doi:10.1093/annonc/mdz051), con un'attenzione particolare al carcinoma mammario, la cui mortalità è scesa del 35% nelle ultime tre decadi.
I dati sono stati ricavati dai database dell'OMS e da quelle europei di Eurostat, per quanto riguarda i valori relativi al periodo compreso tra il 1970 e il 2014, usati per valutare i trend.
In generale, il tasso standardizzato per età della mortalità prevista per il 2019 è pari a 130,9/100.000 tra i maschi (con una diminuzione del 5,9% rispetto al 2014) e di 82,9/100.000 (-3,6%) tra le femmine. Tutte le neoplasie sono in miglioramento tranne che quella del pancreas, che mostra ancora tassi in peggioramento, con un aumento di mortalità tra le donne e una tendenza stabile tra gli uomini.

Uno dei dati più negativi riguarda poi il tumore del polmone, la cui mortalità è in aumento tra le donne (del 4,4% tra il 2014 e il 2019), ma non tra gli uomini, e che raggiungerà un tasso di 14,8/100.000. Più positivi, invece, i dati relativi alla mammella, la cui mortalità è in diminuzione in cinque tra i sei paesi principali (Francia, Germania, Italia, Gran Bretagna, Spagna), e in crescita Polonia e il cui tasso sarà, nel 2019, di 13,4/100.000.
Il calo più vistoso, per questo tumore, è quello della fascia di età compresa tra i 50 e i 69 anni (-16,4%), cioè nell'età interessata dagli screening, ma anche quello della fascia delle più giovani (cioè coloro che hanno tra i 20 e i 49 anni), tra le quali la mortalità è diminuita del 13,8%, mentre è meno evidente tra le anziane (età: 70-79 anni, -6,1%).

La notizia migliore riguarda poi il confronto tra il picco di mortalità registrato nel 1988 e oggi: secondo le stime sono stati evitati ben cinque milioni di decessi e, di questi, 440.000 sarebbero stati per cancro al seno, se non si fossero attuate le politiche volte alla diagnosi precoce, e non ci fossero stati i netti miglioramenti terapeutici. Un altro fattore che, secondo La Vecchia, ha contribuito non poco è stato l'abbandono della terapia ormonale sostitutiva.
Fabrice André, editor in chief degli Annals, dopo aver sottolineato l'importanza del lavoro degli epidemiologi italiani, pubblicato annualmente per il nono anno consecutivo, ha voluto ribadire che anche se i tassi sono in diminuzione, i valori assoluti sono in aumento, e di questo dovranno tenere conto probabilmente più di quanto si sia fatto finora le politiche sanitarie dei prossimi anni, che dovranno intensificare gli sforzi per prevenire soprattutto le forme evitabili, come quelle legate al fumo e quelle dovuto a una diagnosi tardiva.

Fonte:
Malvezzi M et al. European cancer mortality predictions for the year 2019 with focus on breast cancer
doi:10.1093/annonc/mdz051