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Cancro della cervice addio


Se i programmi vaccinali uniti agli screening fossero applicati al meglio, il papillomavirus e soprattutto il tumore della cervice potrebbe essere eradicato entro il 2100. Così si conclude uno studio basato su proiezioni effettuate sui dati attuali dagli esperti dell'OMS, pubblicato su Lancet Oncology.
Se non succedesse nulla, entro il 2020 circa 600.000 donne nel mondo si ammalerebbero di tumore della cervice, e il valore salirebbe a 1,3 milioni entro il 2069, visti gli andamenti demografici. Tuttavia, allo stesso modo, nei prossimi 50 anni si potrebbero evitare 13,4 milioni di casi, se l'impegno già in corso fosse portato avanti con mezzi e sforzi ancora maggiori, soprattutto nei paesi più poveri. Se ciò accadesse, il tasso globale scenderebbe fino a 4 casi ogni 100.000 donne, un valore al di sotto del quale la malattia sarebbe giudicata virtualmente debellata.

Se tutto procedesse più lentamente, non cambierebbe molto nei paesi più ricchi, che potrebbero comunque raggiungere gli obbiettivi entro la fine del secolo, mentre quelli a reddito medio raggiungerebbero i 4,4 casi ogni 100.000, e quelli più poveri i 14 casi.
A dare forza alle previsioni c'è il caso dell'Australia, che per prima ha adottato politiche molto estese di vaccinazione: dovrebbe raggiungere i 4 casi ogni 100.000 entro il 2035, mentre altri stati ad alto reddito come la Gran Bretagna, la Finlandia, gli Stati Uniti e il Canada ci riuscirebbero comunque entro il 2055-2059. Ma tutto dipende dalla partecipazione tanto alle vaccinazioni quanto agli screening, che in alcuni paesi ha subito un rallentamento per cause che hanno poco a che vedere con i dati medici.

In Danimarca, e più tardi in Islanda, per esempio, i tassi di vaccinazione sono diminuiti molto a causa del panico diffusosi tra la popolazione in seguito a filmati apparsi in rete nei quali alcune ragazze affermavano di aver contratto una dolorosa sindrome da fatica cronica del tutto smentita da una revisione dell'EMA del 2015, che ha negato qualunque nesso tra il vaccino e questi disturbi. Analogamente, in Giappone gli sforzi sono stati vanificati (e le campagne attive di vaccinazione sospese) a causa di una sorta di panico collettivo, che secondo l'OMS è una reazione psicosomatica: in seguito alle prime segnalazioni, l'accettazione della vaccinazione è passata dal 75 a meno dell1%; qualcosa di simile di è verificato in Colombia, dove oltre 600 ragazze hanno accusato analoghe sindromi psicosomatiche nel 2014.

Episodi come questi - sottolineano gli autori - che continuano a verificarsi, rallentano la diffusione del vaccino di cui invece, a oggi sono già state somministrate oltre 270 milioni di dosi, senza che questo sia mai stato associato a segnalazioni di pericoli reali.
Inoltre - concludono - bisogna sostenere molto i paesi più poveri e anche quelli a medio reddito ma ancora privi di programmi nazionali ben costruiti come la Cina, il Messico, il Brasile e l'India: solo così si potranno evitare centinaia di migliaia di casi di tumore della cervice e di decessi prevenibili nei prossimi decenni.

Fonte:
Simms K et al. Impact of scaled up human papillomavirus vaccination and cervical screening and the potential for global elimination of cervical cancer in 181 countries, 2020-99: a modelling study
DOI:https://doi.org/10.1016/S1470-2045(18)30836-2
https://www.thelancet.com/journals/lanonc/article/PIIS1470-2045(18)30836-2/fulltext