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Le CAR T contro il linfoma: la consacrazione dell'ASH


La CAR T approvata nella cura del linfoma a cellule B (negli Stati Uniti nella primavera del 2017, in Europa nel 2018), ovvero il tisagenlecleucel, supera un'importante verifica, i cui esiti sono stati illustrati alla platea del congresso dell'American Society of Hematology, svoltosi nei giorni scorsi a San Diego.

I dati riguardano infatti lo studio ZUMA-1, i cui dati preliminari erano stati resi noti dopo i primi 15,4 mesi e avevano mostrato un tasso di risposta - OR - dell'82%, di risposte complete - CR - del 58 di risposte ancora presenti del 42%. Ora ci sono i dati dei 101 pazienti trattati con un follow up di 27,1 mesi, e confermano le prime indicazioni, con un OR dell'83%, una CR del 58% e un tasso di risposte ancora evidenti del 39%; non è stato possibile determinare la sopravvivenza globale, così come non sono stati segnalati effetti collaterali diversi da quelli previsti.

Un altro studio importante è stato poi quello con la CAR T Axicabtagene Ciloleucel, condotto su 274 pazienti trattati in una situazione di real world in 17 centri di tutto il mondo. Dopo 90 giorni, i risultati sono stati simili a quello dello ZUMA: 84% di OR e 57% di CR.
Infine un ulteriore studio, chiamato JULIET, pubblicato in contemporanea sul New England Journal of Medicine , e condotto in 27 centri di dieci paesi si 115 pazienti ha portato a conclusioni ancora una volta simili, anche se inferiori, con un OR del 54% e un tasso di CR del 40%. Interessante anche il profilo di sicurezza emerso: la sindrome citochinica ha infatti interessato una quota non trascurabile di malati, il 23%, il 16% dei quali ha avuto bisogno del trattamento con tocilizumab; tutti sono comunque stati curati e si sono ripresi. A parte la sindrome, ci sono stati anche gli altri effetti indesiderati, in linea con le previsioni: infezioni (19%), febbre (15%), eventi neurologici (11%) e tumor lysis syndome (2%), ma non ci sono stati decessi.

Come sottolineano i coordinatori di ZUMA 1, ematologi dell'Abramson Cancer Center dell'Università della Pennsylvania, in media, due terzi dei pazienti con questo linfoma vengono trattati con successo con la chemioterapia; gli altri, quando è possibile, vengono avviati al trapianto autologo, al quale risponde, però, solo un malato su due. Per coloro che non hanno ulteriori risorse, la CAR T può essere una soluzione.


Fonti:
Surabhi Dangi-Garimella. Real-World Evidence With Axicabtagene Ciloleucel CAR T Treatment Similar to ZUMA-1 Trial Findings.
https://www.ajmc.com/conferences/ash-2018/realworld-evidence-with-axicabtagene-ciloleucel-car-t-treatment-similar-to-zuma1-trial-findings
CAR T Cells: 'Validation That They Keep Living and Keep Working'https://www.medscape.com/viewarticle/905865?src=rss
Schuster S et al. Tisagenlecleucel in Adult Relapsed or Refractory Diffuse Large B-Cell Lymphoma
DOI: 10.1056/NEJMoa1804980
https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa1804980?query=featured_home