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Tutta la tossicità degli immunoterapici


Quanto sono sicuri gli inibitori di checkpoint? E hanno profili diversi gli uni dagli altri? A tracciare un quadro molto esauriente, dopo alcuni anni dall'introduzione in clinica, provvede una metanalisi importante, dettagliata, accessibile a tutti (open) e pubblicata sul British Medical Journal dai ricercatori di alcune università cinesi, che hanno passato al setaccio la letteratura relativa a studi di comparazione diretta, di fase II e III, che hanno coinvolto oltre 15.000 pazienti trattati per diversi tumori con i cinque monoclonali più utilizzati: nivolumab, pembrolizumab, ipilimumab, tremelimumab e atezolizumab.

Di tutti sono state fornite la probabilità che si verifichino effetti collaterali da leggeri a gravi e l'incidenza degli stessi, con i seguenti risultati: atezolizumab 76 e 66,4%, rispettivamente, per i due parametri; nivolumab: 56 e 71,8%; pembrolizumab: 55 e 75,1%; ipilimumab: 55 e 86,8%; tremelimumab: 54% di probabilità (incidenza non calcolabile).
Analizzando poi il rischio di eventi gravi e mortali con gli stessi due parametri, il risultato è stato il seguente: atezolizumab: 49 e 15,1%; nivolumab: 46 e 14,1%; pembrolizumab: 72 e 19,8%; ipilimumab: 51 e 28,6%; tremelimumab: 28%.

Rispetto poi alle terapie convenzionali, inoltre, gli immunoterapici hanno causato più spesso effetti a carico della cute, del sistema endocrino, del fegato e dei polmoni, con alcune peculiarità: l'atezolizumab ha provocato più spesso danni alla tiroide, nausea e vomito; il pembrolizumab artralgia, polmonite ed epatossicità; l'ipiimumab ha causato invece effetti indesiderati a carico della pelle e dei sistemi gastroenterico e renale; il nivolumab è risultato associato a uno spettro di tossicità ampio (soprattutto  endocrino), ma spesso di entità non preoccupante. Tutto ciò ha portato gli autori a concludere che l'atezolizumab è il monoclonale in generale più sicuro, mentre il nivolumab l'opzione migliore, per quanto riguarda la stessa sicurezza, per il trattamento del tumore del polmone.

Fonte:
Xu C et al. Comparative safety of immune checkpoint inhibitors in cancer: systematic review and network meta-analysis
BMJ 2018;363:k4226
doi: https://doi.org/10.1136/bmj.k4226
https://www.bmj.com/content/363/bmj.k4226