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    La forma mentis dell’oncologo: il CIPOMO riflette a Sanremo

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Archivio News

Riprodurre uno studio di base è molto più complicato del previsto


Si ridimensiona, e di molto, il progetto Reproducibility: Cancer Biology (RP:CB), che mirava a ripetere 50 studi oncologici di base fondamentali degli ultimi anni, tutti pubblicati su riviste a elevato Impact Factor e già replicati da almeno un gruppo: dai 50 iniziali, il numero di esperimenti ripetuti totalmente si arresta infatti a 18, dopo cinque anni di lavoro e 1,3 milioni di dollari investiti. Ne dà notizia Science, che segue la vicenda fino dall'inizio, e che ora riassume lo stato dell'arte intervistando uno dei coordinatori, Tim Errington, del Center for Open Science di Charlottesville, in Virginia.

Secondo Errington sono emersi diversi tipi di problemi, via via che ci si addentrava nei singoli studi; innanzitutto, è stato molto complicato replicare esattamente le condizioni sperimentali fino nei più piccoli dettagli (per esempio, la densità di cellule da utilizzare, i terreni e così via), spesso non indicati nei paper e non sempre forniti dagli autori dei primi studi. Analogamente, è stato difficile ripetere gli esperimenti quando non si disponeva dei medesimi reagenti, sia chimici che biologici (per esempio i plasmidi con il DNA), e solo di rado i primi autori sono stati di sostegno da questo punto di vista (lo sono progetti come Addgene, che vuole favorire la condivisione dei plasmidi, ha fatto notare sempre Errington, ma non tutti vi aderiscono). Infine, ogni laboratorio adotta procedure sue, spesso frutto di successivi aggiustamenti durati anni, ma non le brevetta, ed è quindi stato più che arduo cercare di ripetere gli esperimenti condotti anche tenendo conto di quegli accorgimenti tecnici di solito non divulgati o cercandone di simili.

Tutto ciò ha comunque portato a un risultato quantificabile ed esposto su Elife: 5 studi si sono rivelati in gran parte ripetibili, 3 inconclusivi e 2 negativi, anche se erano già stati confermati almeno una volta.
Il lavoro procede comunque, con la preparazione dei dati parziali di altri 11 studi e con una metanalisi finale in corso di stesura, ma tutto ciò, al di là del valore dei singoli risultati, mette in luce una realtà tanto concreta quanto preoccupante: la insufficiente standardizzazione ancora imperante negli studi di base e non solo e forse, anche, la poca sensibilità di chi quegli studi li progetta e li conduce nei confronti di quello che dovrebbe essere un principio cardine della ricerca: la riproducibilità.

Fonte:
Jocelyn Kaiser. Plan to replicate 50 high-impact cancer papers shrinks to just 18.
http://www.sciencemag.org/news/2018/07/plan-replicate-50-high-impact-cancer-papers-shrinks-just-18?utm_campaign=news_daily_2018-07-31&et_rid=60654447&et_cid=2225518