• OncoNews luglio

    CIPOMO: per la salute dei pazienti, custodire la salute del SSN

  • OncoNews luglio

    CIPOMO: per la salute dei pazienti, custodire la salute del SSN

  • OncoNews luglio

    CIPOMO: per la salute dei pazienti, custodire la salute del SSN

  • OncoNews luglio

    CIPOMO: per la salute dei pazienti, custodire la salute del SSN

  • OncoNews luglio

    CIPOMO: per la salute dei pazienti, custodire la salute del SSN

  • OncoNews luglio

    CIPOMO: per la salute dei pazienti, custodire la salute del SSN

  • OncoNews luglio

    CIPOMO: per la salute dei pazienti, custodire la salute del SSN

  • OncoNews luglio

    CIPOMO: per la salute dei pazienti, custodire la salute del SSN

  • OncoNews luglio

    CIPOMO: per la salute dei pazienti, custodire la salute del SSN

  • OncoNews luglio

    CIPOMO: per la salute dei pazienti, custodire la salute del SSN

  • OncoNews luglio

    CIPOMO: per la salute dei pazienti, custodire la salute del SSN

  • OncoNews luglio

    CIPOMO: per la salute dei pazienti, custodire la salute del SSN

  • OncoNews luglio

    CIPOMO: per la salute dei pazienti, custodire la salute del SSN

  • OncoNews luglio

    CIPOMO: per la salute dei pazienti, custodire la salute del SSN

  • OncoNews luglio

    CIPOMO: per la salute dei pazienti, custodire la salute del SSN

  • OncoNews luglio

    CIPOMO: per la salute dei pazienti, custodire la salute del SSN

  • OncoNews luglio

    CIPOMO: per la salute dei pazienti, custodire la salute del SSN

  • OncoNews luglio

    CIPOMO: per la salute dei pazienti, custodire la salute del SSN

Archivio News

Le fasi 1 mantengono intatta la loro validità


La partecipazione dei pazienti ai trial di fase 1 ha ancora un senso nonostante la situazione, oggi, sia cambiata rispetto a quando essi sono stati immaginati e convalidati e anche se alcune caratteristiche possono farne aumentare o diminuire i benefici per i malati. Rispondono così, con una lettera sul New England Journal of Medicine, gli oncologi dell'Institute Bergonié di Bordeaux, in Francia, alle critiche sollevate negli ultimi mesi da diverse parti alla fase più preliminare delle sperimentazioni delle terapie oncologiche, documentando la loro presa di posizione con uno studio ad hoc.

Gli autori hanno infatti selezionato in un primo momento 427, poi 224 studi condotti tra gennaio 2014 e giugno 2015, e ne hanno analizzato le caratteristiche, trovando che più della metà (53%) era sponsorizzato da un'azienda, il 62% non era in realtà una prima assoluta nell'uomo, più di uno su due (il 54%) comprendeva diversi tumori, la maggioranza (71%) non includeva coorti di espansione, sei su dieci prevedevano combinazioni di trattamenti e quasi tutti (l'87%) non avevano un marcatore biologico di selezione.
Per quanto riguarda i trattamenti in sé, il 38% era incentrato su un inibitore chinasico e il 15% su un anticorpo monoclonale. Infine, il numero mediano di pazienti inclusi era 22 (con un range amplissimo, compreso tra 5 e 426), e la risposta totale (completa e parziale secondo i criteri RECIST) era del 19,8%.

Analizzando le possibili variabili significative ai fini della risposta, i ricercatori francesi hanno trovato poi che i fattori associati a un miglioramento erano: il fatto che lo studio fosse incentrato su un solo agente (OR 2,39); la presenza di un marcatore biologico per l'eleggibilità (OR 2,01); la presenza di trattamenti in combinazione (OR 1,95) e quella di una coorte di espansione (OR 1,53).
La discussione - hanno sottolineato gli autori - è nata anche perché si è passati dai trial sui chemioterapici a quelli sulle terapie targeted e sulle immunoterapie, e da questo punto di vista è emersa la necessità di valutare l'attività dei farmaci anche in sottogruppi specifici di pazienti; in effetti la metanalisi ha confermato che laddove ci sono sottopopolazioni di malati (per esempio con caratteristiche istologiche o con biomarcatori noti), la probabilità di avere benefici clinici è superiore rispetto agli studi dove questo non avviene. Analogamente, anche la presenza di coorti di espansione sembra garantire una probabilità più alta di risposta.

In conclusione, quindi, anche se non sempre il disegno classico è adeguato (si pensi, per esempio, allo studio KEYNOTE, che ha incluso 1.200 pazienti nelle fasi 1), il modello tuttavia è ancora valido e la partecipazione a queste fasi in grado di apportare reali benefici ai pazienti.

 

Fonte:
Chakiba C et al. Encouraging Trends in Modern Phase 1 Oncology Trials
N Engl J Med 2018; 378:2242-2243
DOI: 10.1056/NEJMc1803837
https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMc1803837