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Uomini, donne e inibitori di checkpoint: la personalizzazione passa anche dal genere


La sensibilità all'immunoterapia è, anche, una questione di genere, perché le donne rispondono in maniera diversa (di solito meno positivamente) rispetto agli uomini, e tale differenza andrebbe considerata molto più di quanto non accada già a partire dalla progettazione dei trial, e poi in tutto il percorso di cura.
Questa la conclusione cui è giunta una grande metanalisi condotta dai ricercatori dell'Istituto Europeo di oncologia di Milano coordinata da Aaron Goldhirsch e appena pubblicata su Lancet Oncology.

In essa sono stati presi in esame 20 studi (da un pool iniziale di oltre 7.100) randomizzati e controllati nei quali oltre 11.300 pazienti con melanomi e tumori del polmone (in prevalenza) ma anche uroteliali, della testa-collo e dello stomaco in stadio avanzato o metastatico sono stati trattati con ipilimumab, tremelimumab, nivolumab o pembrolizumab e una chemioterapia con taxani, antracicline o entrambi e il risultato, a sorpresa, è stato che gli uomini hanno un tasso di sopravvivenza che è quasi doppio rispetto a quello delle donne; queste ultime, se trattate con inibitori di checkpoint, hanno infatti un hazard ratio di 0,86 rispetto alle donne non trattate, mentre per gli uomini lo stesso valore è di 0,72.
Come hanno fatto notare gli autori, questi dati valgono solo per gli inibitori di checkpoint e non è detto che siano validi anche per altri tipi di immunoterapie. Tuttavia hanno una base razionale: le donne hanno infatti un sistema immunitario profondamente diverso da quello degli uomini, e non a caso rispondono meglio alle infezioni e ai vaccini, ma sono anche più soggette alle malattie autoimmuni.

Oltre a includere più donne di più nei trial (in più della metà di quelli esaminati qui, così come in generale, non raggiungono un terzo dei campioni considerati), gli autori invitano a personalizzare le cure anche da questo punto di vista, perché una donna, per esempio, potrebbe aver bisogno di una combinazione inutile per un uomo, oppure di un anti checkpoint differente rispetto a quello ideale per un uomo.
L'oncologia di precisione passa insomma anche dalla considerazione del genere del paziente.

 

Fonte:
Conforti F et al. Cancer immunotherapy efficacy and patients' sex: a systematic review and meta-analysis
 
DOI: https://doi.org/10.1016/S1470-2045(18)30261-4
https://www.thelancet.com/journals/lanonc/article/PIIS1470-2045(18)30261-4/fulltext